Ciao, bentornato nel mio blog!
Vederti qui e condividere con te le mie esperienze di viaggio mi fa sempre molto piacere.
Nell’ultimo articolo ti ho raccontato del mio viaggio in solitaria tra Trentino e Veneto e delle sventure che mi hanno accompagnato. Se vuoi leggerlo, clicca qui.
Oggi sono pronta a raccontarti di un altro viaggio travagliato… quest’anno con tanto di trombe d’aria!

Il 17 agosto 2022 finalmente ripartii per il terzo viaggio in solitaria.
Posti che avrei voluto visitare:
Bobbio – Val Trebbia – Passo del Bracco – Pisa – San Gimignano – Siena – Firenze – Passo della Futa e Raticosa – Bologna – Parma
Posti effettivamente visitati:
Bobbio – Val d’Aveto – Riva Trigoso – Viareggio – Pisa – Lucca – Volterra – San Gimignano – Passo Abetone – Verona
Mo ve lo spiego!
Parto da casa il 17 agosto. L’obiettivo era quello di evitare strade a percorrenza veloce (no autostrade e no superstrade), quindi parto alle 8:20 e arrivo a Bobbio alle 12. Un incubo.
Ho perso un sacco di tempo nelle noiosissime e piattissime pianure, in mezzo a camion e caldo. Sicuramente quell’esperienza mi ha insegnato che ogni tanto le autostrade sono comode e preziose.

Comunque, arrivo a Bobbio, famosissima località di motociclisti, e mi fermo a pranzare nel centro storico. Nel mentre, il cielo comincia a diventare nero, quindi guardo il meteo.
Chiedo qualche info al barista che mi ha servito e, visto il temporale in arrivo sulla Val Trebbia, mi consigliò di provare a fare la Val d’Aveto, che si contraddistingue per i suoi canyon e colori meravigliosi.
Imbocco la valle verso le 13 con il serbatoio della moto quasi pieno e mi faccio rapire dalle bellezze che mi circondavano. L’asfalto non era dei migliori, ma i panorami rimediavano.
Dopo circa un’ora in moto, mi rendo conto che la strada in realtà era deserta… era da un bel po’ che non incrociavo un’anima viva e iniziai a raddrizzare le antenne, non perché mi sentissi in pericolo, ma perché qualsiasi cosa fosse successa, probabilmente non ci sarebbe stato nessuno disposto ad aiutarmi.

La strada mi sembrò infinita. Probabilmente il cielo nero e l’aria di tempesta non mi facevano stare serena. Mi stancai parecchio.
Intanto il serbatoio della moto cominciava a svuotarsi sempre di più e non c’era l’ombra di un benzinaio. Finalmente però, dopo diversi minuti di ansia con la riserva, riuscii a fare il pieno.
Ci tengo a precisare che non tutti i miei viaggi sono stati così complessi. Ad oggi vi ho raccontato solo dei primi, fatti di ansie e pensieri. Quando non si è abituati a fare qualcosa, ovviamente ci sembra tutto molto più difficile. In realtà poi, quando impari a viaggiare davvero, inizi a vedere le bellezze e a vivere pienamente ogni emozione.
Tornando al viaggio: arrivai a Riva Trigoso, a un paio di chilometri da Sestri Levante, perché su Maps trovai un campeggio molto carino vicino al mare. Si chiama “La Pineta” ed era ufficialmente la mia prima notte in tenda durante un viaggio.
Ho sempre avuto il pallino dei campeggi e del dormire in tenda, ma a parte in due rari casi in cui ho fatto bivacco sulle montagne di casa, non avevo mai provato davvero l’esperienza. Infatti, non avevo nemmeno un materassino da mettere sotto il sacco a pelo.
Organizzazione pari a zero!
Il campeggio è molto ben attrezzato. Io avevo una piazzola dove si intravedeva il mare, i bagni sono super puliti e c’è anche un piccolo bar-ristorante in cui si mangia davvero bene e si spende poco.
L’unica pecca, se proprio vogliamo fare i puntigliosi, è quella di non poter raggiungere la piazzola in moto e le tende sono piuttosto ravvicinate tra loro.
Si può raggiungere la spiaggia a piedi tramite un sentiero oppure dalla strada, che però è trafficata perché collega Sestri a Moneglia.
Al campeggio do 4 stelle (la mia esperienza risale al 2022).

Arrivo al camp e, grazie al cielo, mentre monto la tenda esce un raggio di sole. Mi sdraio sul sacco a pelo per un’oretta e poi scendo a fare una passeggiata al mare, godendomi il tepore del tramonto.
È incredibile guardare il mare, sedersi sulla spiaggia di sassolini e ascoltare le onde mentre tramonta il sole.
Ma ancora più incredibile è quando lo fai durante un viaggio in solitaria in moto, quando sei nella piena realizzazione di un tuo obiettivo, quando sei dentro a un sogno che stavi pianificando da tempo.
Ecco, in quel momento ciò che senti dentro è indescrivibile: un misto di orgoglio, soddisfazione, ansia, emozione… ma soprattutto, ciò che davvero ti riempie il cuore è l’amore che provi per la vita e per te stessa, che con coraggio ti sei data la possibilità di renderti felice.
Risalì al campeggio per cena, mi sedetti nel piccolo ristorante e ordinai delle cozze alla tarantina.
Nell’attesa iniziai a chiacchierare con i proprietari, super carini, che mi chiesero se avevo voglia di cenare con il figlio, che stava arrivando dal lavoro.
Non so se te l’ho già detto, ma un’altra cosa che amo del viaggiare sola è che sei completamente aperta al mondo e a tutti gli stimoli che esso offre: persone, musiche, colori, sapori…
Non c’è nulla che ti isoli o ti limiti nella scoperta. Sei tu, in connessione con il resto dell’universo.
Quindi, tornando alla cena, accettai volentieri la compagnia del figlio.
Michele aveva qualche anno in più di me, biondo con gli occhi azzurri, molto carino e intelligente.
Fu una bellissima cena e, per concludere in bellezza, andammo a Sestri centro.
Io dovevo incontrare degli amici che, per caso, erano lì, e con la scusa bevemmo un gin tonic in compagnia.
La serata fu molto piacevole… ma la pace finì molto presto!

Andai a dormire a mezzanotte circa.
Ero super emozionata per questa prima notte in tenda e, quando mi infilai nel sacco a pelo, sorrisi.
IO ADORO DORMIRE NEL SACCO A PELO!
Misi i tappi, perché i ragazzi della piazzola accanto stavano giocando a carte, e dopo pochi istanti mi addormentai.
Verso le 3 di notte mi svegliai a suon di bestemmie. Aprii gli occhi e la mia tenda si piegava per il forte vento. Fortunatamente avevo disposto bene i pesi negli angoli: bauletto, casco, giacca e bagagli mi tenevano ben salda a terra.
I ragazzi accanto a me, invece, avevano parecchi problemi, viste le imprecazioni e le urla. Uscii per assicurarmi che stessero bene.
Nella notte ci fu una tromba d’aria che causò parecchi danni a Sestri.
Imperterrita, però, la mia tenda reggeva il colpo. L’acqua gocciolava dentro, ma diciamo che, viste le condizioni, se l’è gestita meravigliosamente.
La mattina mi svegliai sotto una pioggia torrenziale.
Salire in moto era impossibile, perché le strade erano veri e propri fiumi.
Rimasi a “letto” fino alle 10:30 sperando che il tempo migliorasse.
Poi mi alzai e corsi verso il bar-ristorante.
Aspettai mezzogiorno e mangiai un piatto di gnocchetti ai 4 formaggi. Finalmente una gioia!

Nel frattempo, su Facebook, vidi che una motociclista che seguivo era in vacanza a Viareggio. Le scrissi.
Era da sola anche lei, e quindi, visto che ormai i miei piani erano già saltati, decisi di raggiungerla ed eventualmente fermarmi una notte nello stesso campeggio.
Alle 14:30 uscì il sole.
Tornai alla tenda per raccogliere i bagagli, ma quando l’aprii trovai un lago!
La tenda era allagata, la maggior parte delle cose erano fradicie.
Per fortuna il casco, la giacca e il sacco a pelo erano sopra il bauletto e riuscirono a salvarsi dall’essere zuppi tanto quanto i vestiti.
In preda allo sconforto caricai la moto che, grazie a tutta l’acqua che mi portavo, pesava ancora di più.
Alle 15 partii!
Spero che questo articolo ti abbia fatto venire voglia di leggere i prossimi!
Ne pubblicherò uno a settimana e cercherò di descrivere ogni mio viaggio nel modo più dettagliato possibile, con consigli utili per ogni evenienza.
Se hai domande o vuoi più informazioni, troverai uno spazio dedicato per metterti in contatto con me.
Non vedo l’ora di leggere i tuoi commenti, le tue esperienze e le tue curiosità!
Ti ricordo che sulla mia pagina Instagram puoi trovare tutte le foto e i video dei miei viaggi.
Per ora ti saluto, con la speranza di ritrovarti qui la prossima settimana.
Un abbraccio,
Ubbi

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